|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
ROSETO VALFORTORE E LA SUA STORIA di G. FALCONE pagina 1 > 2 > 3 > 4 > 5 > 6 > 7 > 8 E’ una fortuna oltre che un vanto per noi rosetani avere la possibilità di leggere la storia del nostro paese dato che persone acculturate ce ne hanno dato la possibilità (parliamo di Don Annibale Facchiano, di Don Michele Marcantonio e quanti, in precedenza, hanno scritto a proposito di Roseto e dei rosetani). Per quanto sarà possibile si cercherà di unire le diverse vedute storiche degli autori in modo da offrire un compendio che soddisfi la voglia di sapere di Roseto anche delle persone più giovani che, forse, hanno meno pazienza di leggere e preferiscono un modo laconico e immediato di informarsi sul loro paese di origine di cui, magari, hanno sentito parlare solo per bocca dei genitori (soprattutto per quanti si trovano all’estero e non hanno mai visto Roseto). Cominciamo subito col dire che l’appartenenza di Roseto alla provincia di Foggia si deve ad una motivazione politico-amministrativa più che culturale: la cresta del Subappennino settentrionale fa da confine tra Daunia e Sannio e Roseto è collocato nella parte di questo ultimo. “Le due zone hanno una configurazione geografica totalmente diversa ma, soprattutto, diversi sono i costumi e le tradizioni, le credenze e le superstizioni, oltre al carattere fonetico del dialetto di Roseto che rivela chiaramente una origine sannita(……). Siamo convinti che Roseto – anche se da tempo associata alla provincia di Foggia - per la sua particolare posizione geografica, alla confluenza di quattro stirpi diverse (Dauni, Sanniti, Irpini e Frentani) abbia assunto una fisionomia tutta propria, e sia diventata una specie di isola non solo geografica, ma anche etnica” [1] . Il latino Tito Livio testimonia di una zona chiamata Vescellium, situata nell’alta valle del Fortore (la nostra Vetruscelli) che, nonostante la confluenza dei Dauni, Sannti e Irpini, era Irpina. “Noi Rosetani per cultura, etnie, tradizioni siamo irpino-sanniti (beneventani) piuttosto che Dauni. Il nostro lessico è campano -molisano con grammatica e fonetica napoletaneggiante” [2] . Un fatto è certo: i territori rosetani sono stati attraversati in lungo e largo dagli eserciti pre-romani (Sanniti e Irpini) e Romani. Guardiamo al periodo precedente quello romano. Durante la Seconda Guerra Punica (218-202 a. C.) Annibale è entrato nella Daunia conquistando Arpi (l’attuale Foggia). Successivamente è entrato nel Sannio (l’attuale Campania) e Tito Livio ci assicura che lo fece non da una parte qualunque, ma attraverso il territorio dell’Irpinia. “Tutti possono convenire che la via più breve e sicura, dal punto di vista pratico e strategico, è quella della catena tra Monte Stillo, San Quirico e Jiammocco” [3]. E più volte Annibale ha percorso lo stesso tratto (Daunia-Irpinia) anche quando si è recato a Canne per scontrarsi vittoriosamente con i Romani (216 a. C.). A S. Quirico questi hanno incendiato gli accampamenti degli eserciti che defezionarono per allearsi con Annibale e, scappando, hanno riparato nella valle (Roseto). |
|
Pro Loco di Roseto Valfortore – Largo Donatelli, 25
- 71039 Roseto Valfortore (FG) - C.F. 91000420710 |
|
Powered by TECNOSTUDI |