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ROSETO VALFORTORE E LA SUA STORIA di G. FALCONE 1 < 2 < pagina 3 > 4 > 5 > 6 > 7 > 8 Arriviamo al periodo bizantino quando gli storici pensano che Roseto sia un semplice casale. Lo si deduce da un documento del 1024 dove non compare il nome di Rosito ma di Vetruscelli a proposito dell’assegnazione del nostro territorio a Troia per mano dei conti di Ariano. Tutto è più chiaro nel periodo dei Normanni. Il documento che, per la prima volta ricorda il nome di Roseto è una cronaca: nel 1122 il nostro paese, conteso tra il duca di Ariano e quello di Puglia, viene conquistato da questo ultimo che è un normanno, saccheggiato e dato alle fiamme. Ovunque siano arrivati, questi hanno eretto castelli nei borghi e sui monti da cui guardavano dove muovere e depredare. Il nome di Capitanata deriva proprio da quello del catapano Bogiano che, in quel periodo ha avuto giurisdizione su questo territorio a scopo difensivo per le incursioni che giungevano dal mare. Con i Normanni Roseto ha assunto, come nel periodo romano, il ruolo di roccaforte di frontiera tra il Sannio e la Puglia grazie alla sua favorevole posizione sulla collina alla destra del Fortore. Al periodo normanno segue quello svevo (di Federico II) e, secondo una leggenda, la lotta per la supremazia dei due popoli ha toccato anche il territorio di Roseto. Quando lo svevo Manfredi si è mosso da Benevento si è scontrato coni francesi proprio in località Pietrera. Questo luogo, allora, si chiamava la Pietra a Roseto, perchè là si trovava una pietra con la scritta “A Roseto” proprio nel punto in cui si staccava un tratturo dalla strada che veniva dalla Campania. Sempre secondo la leggenda qui sono stati sconfitti gli Svevi per mano degli Angioini che sono arrivati a Lucera da Benevento passando per Roseto. A Roseto è stato trovato un bassorilievo che si pensa possa riferirsi alla sconfitta degli Svevi. Questo raffigura un rosone e un cavaliere che abbatte un’idravolante: metaforicamente il cavaliere è Carlo d’Angiò che vince e scaccia i Saraceni musulmani. Anche Roseto ha risentito della ferocia dei Saraceni quando questi, scappando dagli Angioini hanno devastato i territori a valle di Monte Saraceno che deve la sua denominazione proprio all’occupazione dei Saraceni di Federico II. Durante il suo regno egli ha stanziato i musulmani allo scopo di crearsi una linea difensiva intorno al territorio di Lucera. E’ successo però che per la loro indole i Saraceni non hanno resistito alla tentazione di razziare e così sono giunti intorno a Roseto stanziandosi sul monte tra il 1224 e il 1234 che hanno lasciato solo con l’arrivo degli Angioini. In questo periodo sono nati anche dei monasteri tra cui uno nella zona detta oggi San Leonardo. Durante il periodo angioino Roseto è assegnato alla Capitanata e nel 1294 ai feudatari Di Capua di Campobasso, ma pur passando sotto l’amministrazione della Capitanata la nostra cultura e tradizione rimangono beneventane e arianesi. Riceve una spiegazione anche il fatto che alcuni termini del lessico rosetano ne comprendono analoghi calabresi: gli Angioini, avendo bisogno di manodopera agricolo-pastorale nel territorio devastato dalle continue guerre, hanno reclutato contadini calabresi dal sud delle nostre terre. Roseto resterà feudo dei Di Capua per quasi 300 anni. |
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Pro Loco di Roseto Valfortore – Largo Donatelli, 25
- 71039 Roseto Valfortore (FG) - C.F. 91000420710 |
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