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ROSETO VALFORTORE E LA SUA STORIA di G. FALCONE 1 < 2 < 3 < pagina 4 > 5 > 6 > 7 > 8 Di questa stirpe si deve ricordare Bartolomeo Di Capua, per aver ricoperto alte cariche presso lo stesso re Carlo d’Angiò e Roberto che ha permesso la rinascita e il ripopolamento di Roseto afflitta anch’essa dallo scontro tra Svevi ed Angioini. Questo feudatario ha il merito di aver istituito una grande fiera mercato fissata per la festa dell’Assunta e, affinché i forestieri giungessero senza problemi a Roseto non ha imposto nessun tipo di sgravio fiscale. La fiera si svolgeva in località Piano dei Morti verso cui è rivolta la testa di pietra posta a destra dell’arco della Terra (quello che porta all’ingresso principale della Chiesa Madre). Non si capisce bene il senso di quella testa posta li: è possibile che possa raffigurare Roberto Di Capua (che ha istituito la fiera) il quale tiene sottocchio lo svolgersi della fiera. Sulla testa veniva fissatala bandiera di Roseto che simboleggiava la validità dei contratti svolti. Altri aggiungono che la testa rappresenti lo sguardo vigile del feudatario verso quella direzione perché li avvenivano le esecuzioni capitali. Le teste dei malcapitati erano fissate alla porta del paese per intimidire gli altri malintenzionati. Oltre alla fiera al Piano dei Morti Roberto Di Capua ha acquistato e ceduto al paese il territorio dei Paduli per il pascolo degli animali. E’ evidente che questo conte Di Capua abbia dato a Roseto una sferzata di energia. Fra le altre cose è a lui che si deve anche la creazione dei mulini adacqua per sfarinare il grano. Per fare ciò ha invitato dagli altri casali alcuni operai capaci di farli funzionare e di conseguenza gli abitanti hanno cominciato a costruire le case: ora Roseto ha il titolo di casale e quello di Università nel 1348. In questo periodo hanno fatto parte di Roseto anche gli abitanti di Vetruscelli dal momento che il Re angioino ha volutola fusione dei due gruppi di gente. A Roberto Di Capua è succeduto Bartolomeo ed è grazie a lui che vengono costruite la chiesa parrocchiale e il palazzo Baronale che meglio esprimeva la presenza in loco del feudatario. A Roseto, come nelle altre Università a regime feudale vigeva una legislazione autonoma in base agli interessi del feudatario più che ai bisogni degli uomini. L’insieme di queste disposizioni è stata raccolta nei Capitoli, che costituiscono una specie di codice civile e penale. A Roseto i Capitoli sono stati pubblicati tra il 1515 e il 1599 dal barone Lombardo [6] . Intanto ai D’Angiò sono successi gli Aragonesi e,a Roseto, al feudatario Bartolomeo III succedeva Luigi III e poi Giovanni Di Capua con il quale Roseto ha cominciato una nuova fase di regime feudale: viene venduto passando da un feudatario all’altro. La lotta per la supremazia degli Aragonesi non ha risparmiato le nostre zone. Gli scontri si sono svolti nella parte alta della Capitanata, nei dintorni di Troia, e nel 1442 Alfonso D’Aragona ne è diventato il padrone assoluto. I francesi, per sfuggire agli Aragonesi penetrati nella Capitanata, hanno riparato in località Rocchetta e, difatti, abbiamo testimonianza della loro presenza su alcuni documenti cartacei. Il piccolo agglomerato urbano è scomparso per l’avanzare degli spagnoli dalla Campania, quando quelle poche genti si sono fuse alla popolazione che viveva in paese. Dopo la dinastia dei Di Capua il feudatario di Roseto è appartenuto alla famiglia dei Saggese di Foggia di cui ricordiamo Giuseppe Saggese che ha amministrato il feudo di Roseto per 25 anni. Filippo Saggese è stato l’ultimo feudatario di Roseto e alla fine del Settecento il regime feudale è caduto. Roseto diventa un Comune e, con una funzione amministrativa effettiva, il popolo conquista la sua libertà. |
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Pro Loco di Roseto Valfortore – Largo Donatelli, 25
- 71039 Roseto Valfortore (FG) - C.F. 91000420710 |
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