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ROSETO VALFORTORE E LA SUA STORIA di G. FALCONE 1 < 2 < 3 < 4 < 5 < pagina 6 > 7 > 8 Tutta l’economia del paese poggiava sull’agricoltura e, in montagna, questa non offre granché mentre l’attività politica, abbiamo detto, è dei due partiti (di Sopra e di Sotto). Durante l’attività politica di G. Capobianco, tra il 1908 e il 1920 è stata progettata e costruita la strada rotabile Roseto-Castelfranco che doveva essere lo sbocco di Roseto verso Napoli. Arriviamo al 1914 quando scoppia la Prima guerra mondiale e a Roseto cinquantuno persone non sono più tornate mentre oltre una quarantina di persone sono rimaste invalide. Il disagio del dopoguerra spinge una nuova ondata migratoria questa volta verso gli Stati Uniti, soprattutto a Washington. Corrono gli anni e dal 1924 quando comincia il Fascismo e all’amministrazione si succedono il farmacista Donato Verna ed il notaio Leonardo Farace. Entrambi hanno fatto del loro meglio per la salvaguardia del paese mentre nel 1927 c’è stato il primo podestà: il primo è stato l’avvocato Donato Antonio Capobianco, un ufficiale decorato con medaglia al valore. Gli anni delle sue funzioni podestarili sono state contrassegnate da numerose iniziative soprattutto risanatrici: pavimentazione delle strade interne, conduttura dell’acqua potabile con innesto nelle abitazioni private e le fognature. Altri podestà sono stati il dott. Donato Verna, Biagio D’Avanzo, Giuseppe La Penna. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Roseto non ha subito nessun danno mentre Foggia, quando nel 1940 l’Italia è entrata in guerra, è stata fra le vittime più danneggiate da questo eccidio. Finita la guerra Roseto ha assistito alla parata degli alleati arrivati con un gruppo blindato di Canadesi venendo da Alberona e che ha attraversato la piazza per Via Santa Maria fino ai Paduli. Nell’amministrazione della vita pubblica si parla ormai di sindaco, primo fra tutti, nel dopoguerra, è stato Luigi Izzo mentre nelle prime elezioni amministrative vince la Democrazia Cristiana e da allora in poi l’attività politico-amministrativa rosetana si è sempre contraddistinta per animosità e impegno. La nota caratteristica che contraddistingue Roseto e i Rosetani è senza dubbio la virtù artistica: a Roseto esiste una tradizione musicale secolare coltivata con pazienza e perseveranza e certo non si può dire che non abbia dato i suoi frutti. Il primo concerto bandistico di Roseto risale al1790 grazie al suo fondatore, Domenico Egidio Donatelli. Una banda regolarmente organizzata si è avuta nel 1820, quando il re di Napoli, Gioacchino Murat la riconosce ufficialmente come Società musicale. Nel 1883 la banda di Roseto ha già varcato i confini del paese per esibirsi nella Capitanata e nel beneventano dove ha acquistato notorietà. Bisogna riconoscere che la guida migliore per la banda è stata quella del Maestro Donato Antonio Donatelli, che per trent’anni è stato, oltre che maestro, anche concertatore. Dalla sua scuola sono usciti artisti del calibro di Leonardo Falcone, tanto famoso negli Stati Uniti. L’esordio del maestro D. A. Donatelli è stato originale. La sua prima esibizione è avvenuta nientemeno che al San Carlo di Napoli e a soli diciassette anni, a causa del malore del maestro. Il direttore del San Carlo di Napoli ha poi proposto la banda di Roseto per l’esibizione in onore del Re Umberto I recatosi in visita ufficiale a Foggia e la scelta non è stata certo facile giacché in lizza c’erano le bande di Foggia, San Severo, Lucera, Cerignola, Bovino e Sant’Agata. L’esecuzione, sotto la guida del maestro Donatelli, è riuscita alla perfezione tanto che il Re Umberto e la Regina Margherita hanno espresso le loro felicitazioni con una stretta di mano al maestro e rilasciando un assegno di quattrocento lire per premio. Queste felicitazioni non sono passate inosservate tanto che alla banda di Roseto più tardi è stato riservato il titolo di “fuoriclasse” e, ancora, hanno suonato di fronte al Re Umberto in visita a Potenza. |
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Pro Loco di Roseto Valfortore – Largo Donatelli, 25
- 71039 Roseto Valfortore (FG) - C.F. 91000420710 |
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