Associazione Pro Loco del Comune di Roseto Valfortore (Fg)

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ROSETO VALFORTORE E LA SUA STORIA di G. FALCONE

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L’ondata migratoria ha portato con sé anche questo talento artistico emblematicamente nella figura del figlio del maestro D. A. Donatelli, Michelangelo, che è riuscito a costruire un complesso bandistico a Roseto in Pa. Il 16 luglio 1915, per la festa del Carmine la banda di Roseto in Pa. È già sulla piazza di New York, dove il maestro è uscito trionfatore e premiato con una medaglia. Dopo altre esibizioni tra cui una a Filadelfia, il maestro Donatelli ha lasciato l’America per tornare in patria e qui, tra i suoi adepti ci sono stati i fratelli Falcone, Nicola e Leonardo, quest’ultimo una vera e propria celebrità.

Leonardo Falcone è nato a Roseto nel 1899 e ha fatto parte della banda di Roseto prima di partire per il Michigan. Qui si è diplomato come maestro di violino e direttore di banda fino a diventare direttore della Banda del Michigan State Coll. E qui, poi, professore di musica all’Università. La Banda “marciante” diretta dal Maestro Falcone ha acquistato notorietà in tutti gli Stati Uniti tanto da comparire in televisione per un’esibizione.

A Roseto, invece, dopo la morte dei Donatelli la banda non ha più avuto maestri tanto energici e dopo varie vicissitudini, tra una guerra e l’altra, nel dopoguerra ha perso molto della sua notorietà. Oltre la virtù musicale non può non annoverarsi l’arte dei Rosetani di lavorare la pietra. Un merito particolare va alla famiglia Bozzelli della quale l’ultima discendente vivente è Concetta Bozzelli.

Sono frutto dei nostri bravissimi scalpellini molti dei portali delle case sia di Roseto che degli altri paesi nei dintorni. La tradizione scultorea Rosetana risale al 1500 nel periodo dei Di Capua e quelli che essi hanno creato, specie negli altri paesi, possono definirsi dei veri e propri capolavori: il portale della Cattedrale di San Bartolomeo, il Battistero della Cattedrale di Ariano e quello della chiesa parrocchiale di Roseto.

Il simbolo che ha contraddistinto il lavoro degli scalpellini rosetani è una rosa a cinque petali (la rosa canina dei botanici) tipica del luogo. E’ inutile dire che la materia prima utilizzata per i lavori scultorei proveniva dalla pietrera, una vera e propria cava di pietra bianca da cui i Rosetani hanno attinto fino agli anni Cinquanta. A parte il talento artistico dei Rosetani Roseto in passato ha goduto di numerose istituzioni grazie alla volontà della gente e alle loro tante iniziative. Il risultato di tanta voglia di fare si è materializzata, ad esempio, nell’ospedale pubblico che risale al 1898 con sede presso l’ex asilo infantile. Sempre alla fine dell’Ottocento risale l’istituzione a Roseto del monte frumentario ancor prima che il governo Borboni comprendesse tale iniziativa. Scopo essenziale dei monti era quello di distribuire ai contadini bisognosi il grano necessario per la semina. Verso i primi del Novecento è nata anche l’idea di aprire un asilo d’infanzia affidando nell’insegnamento alle suore mentre, iniziata la Prima Guerra, per iniziativa di alcuni volenterosi cittadini è stato istituito un Comitato di assistenza civile che si proponeva di assistere le famiglie dei richiamati alle armi. Grazie a questo stesso Comitato alla fine della guerra è stato possibile costruire il monumento ai caduti realizzato da Valentino Bozzelli con la pietra di Roseto. In ordine di tempo l’ultima opera da ricordare è la Casa del Giovane la cui costruzione si deve ai proventi di alcuni benemeriti concittadini emigrati in America, perché dopo la guerra si è pensato alla massa di giovani iscritti all’Associazione della Gioventù Cattolica Italiana che non aveva un luogo per incontrarsi. Don Nicolino De Renzis è colui che si è occupato di realizzare il progetto e costruire un bell’edificio dove diverse generazioni di giovani si sono formati e divertiti.

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